Additivi Alimentari

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Gli additivi alimentari sono delle sostanze aggiunte intenzionalmente (additivi volontari) nei cibi per scopi diversi. Gli additivi involontari sono invece i residui tossici di varia natura provenienti da trattamenti chimici massicci sulle colture, ecc., presenti involontariamente negli alimenti e pertanto indesiderati.

Secondo la normativa D.M. n°525 del 6 novembre 1992, la quale disciplina l’uso degli additivi nella preparazione e nella conservazione dei prodotti alimentari secondo la Direttiva dell’UE n. 89/107, si definiscono additivi alimentari “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento, in quanto tale, e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico, nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente”.
Gli additivi alimentari aggiunti al prodotto si devono leggere in etichetta e per ciascuno è obbligatoria la classe di appartenenza (funzione), con l’indicazione del nome o la sigla europea E seguita da un numero a tre o quattro cifre.

Gli additivi alimentari si suddividono in:

  • Coloranti (da E 100 a E 180)
  • Conservanti antimicrobici (soprattutto gli additivi con il codice da E 200 a E 297)
  • Antiossidanti e acidificanti (soprattutto gli additivi con il codice da E 300 a E 385)
  • Emulsionanti e addensanti (soprattutto gli additivi con il codice da E 400 a E 585)
  • Esaltatori di sapidità (da E 620 a E 640)
  • Agenti di rivestimento, agenti leviganti o lucidanti (soprattutto gli additivi con il codice da E 900 a E 948)
  • Edulcoranti ed altri additivi (da E951 a E 1200)
  • Amidi modificati (da E 1400 a E 1520 comprese altre categorie di additivi)

I coloranti vengono utilizzati per migliorare l’aspetto di bevande ed alimenti vari, i conservanti consentono all’alimento di rallentare o bloccare le alterazioni provocate da microrganismi, gli antiossidanti impediscono i processi di irrancidimento dei grassi e l’imbrunimento di frutta e verdura, gli emulsionanti favoriscono la permanenza di una miscela tra una sostanza grassa ed una acquosa, gli addensanti aumentano la densità e la consistenza di un alimento, i gelificanti formano gelatine in grado di trattenere grandi quantità di liquido, gli stabilizzanti consentono di mantenere nel tempo le caratteristiche fisiche volute dall’alimento, gli esaltatori di sapidità forniscono all’alimento un particolare sapore, gli acidificanti aumentano l’acidità di un prodotto per permettere una migliore conservazione o fornire un gusto appropriato, i correttori di acidità modificano l’acidità per consentire una corretta conservazione del processo, gli antiagglomeranti impediscono la formazione di grumi nel prodotto alimentare, gli amidi modificati sono amidi combinati chimicamente con altre sostanze e hanno una funzione stabilizzante ed ispessente, le polveri lievitanti svolgono la funzione dei lieviti e sviluppano durante la cottura gas in massa, gli antischiumogeni impediscono la formazione di schiuma, gli agenti di rivestimento vengono utilizzati in superficie per impedire l’attacco e lo sviluppo di microrganismi, i sali di fusione consentono la preparazione dei formaggi fusi o formaggini, gli agenti di trattamento delle farine favoriscono la conservazione delle farine, gli aromatizzanti conferiscono o rinforzano l’aroma ed il sapore di un prodotto alimentare (sono senza codice).

Per quanto concerne la sicurezza per la salute, l’Autorità ha stabilito, basandosi sull’opinione scientifica, la DGA = Dose Giornaliera Accettabile (espressa in mg per kg di peso corporeo), ovvero la quantità di additivi alimentari che può essere ingerita giornalmente, per un lungo periodo della vita, senza rischi per l’organismo.
Il comitato JECFA (Joint Expert Committee of Food Additivies), composto da esperti della FAO e dell’OMS, ha suddiviso gli additivi alimentari in cinque categorie:

  1. Additivi con DGA permanente: i dati tossicologici sono sperimentalmente accertati e soddisfacenti
  2. Additivi con DGA temporanea: l’informazione tossicologica non è sufficientemente dettagliata
  3. Additivi con DGA non specificata: senza specificazione numerica in quanto la tossicità è molto bassa e tale da non costituire alcun rischio per la salute
  4. Additivi con DGA non stabilita: mancano documentazioni sulla tossicità o innocuità
  5. Additivi da non utilizzare: l’uso normale supererebbe in ogni caso la dose di sicurezza.

Alcuni additivi alimentari possono accumularsi e generare interazioni con i nutrienti od altri additivi contenuti negli alimenti.

Qui è possibile reperire l’Elenco degli Additivi Alimentari completo di giudizio (tale elenco è stato recuperato nel sito http://www.tkk.it).

 

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